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DILETTA ORLANDI in arte DILE'
martedì 13 luglio 2010
Pochi ricorderanno l’anno di uscita di “Amarcord” di Fellini, o dei Camaleonti in testa alle classifiche con “Perché ti amo”, ma proprio in quel Marzo, a Desenzano del Garda, nasce Dilè. I primi passi trascorsi tra il pattinaggio artistico e la danza, l’adolescenza impegnata tra scuola e l’attività dei genitori; impegni e doveri sufficienti a sacrificare la sua più grande passione: il canto. Riceve l’appoggio di papà e mamma solo quando il pubblico la applaude calorosamente in una casuale esibizione di “Grande, grande, grande” di Mina. Ha inizio il suo viaggio artistico, fatto di pianobar, concorsi ed esibizioni. Tanti piccoli gradini sino a primeggiare tra concorsi come la Regina della Canzone di Rimini, il Premio Mia Martini e il festival di Napoli. Ironica e modesta, Dilè racconta la genesi della sua scalata alla musica, tra incontri memorabili e preannunciate conquiste.
Quanto è cambiata Dilè dai suoi esordi? Parecchio, direi. All’inizio nessuno capiva il mio dono, mi facevano far di tutto tranne che cantare. Poi finalmente sono riuscita a condividere la mia passione con le persone a me più vicine e da allora è stata una strada tutta in salita ma sicuramente entusiasmante. Non lo dico perché credo di essere arrivata ma nel mio piccolo ho raggiunto l’obbiettivo, dopo anni di sacrifici ho realizzato il mio più grande sogno. Merito della testardaggine ma soprattutto della mia famiglia che non ha mai smesso di credere in me. Oggi sono più tranquilla, ho capito di poter sbagliare e che non si può piacere a tutti. La cosa importante è riuscire a cantare, non importa quanta gente ci sarà ad ascoltarmi.
Hai mai pensato di mollare tutto? Spesso. Ho fatto tanti concorsi, sono volata dall’Egitto a Cannes passando per tutta l’Italia e ogni volta insieme a me c’erano tanti talenti, tutti pronti a combattere per il primo posto. Quando il presentatore pronuncia il tuo nome tra gli eliminati ti crolla il mondo addosso. Pensi di tornare a casa, di appendere le note al chiodo, pensi che sia ora di smettere di sognare. Poi, per fortuna, a casa c’è qualcuno in grado di ricaricarti, di proteggerti dai brutti pensieri. Mi faccio coccolare un po e sono nuovamente pronta a tornare in pista più forte di prima.
Per quale lettera comincia il tuo sogno? La “M” di Morris Albert, musicista, arrangiatore e non da meno cantante. Vi ricordate “Feelings”? Avrà venduto solo qualche milione di copie. L’ho incontrato in giuria al festival di Napoli e contro ogni aspettativa le sono piaciuta. Ho vinto il Festival e dopo tre mesi mi ha contattato per parlare di produzioni. Non ci volevo credere e non ci ho creduto fino a quando non ho avuto tra le mani il mio primo Album come solista. Era il mio sogno fin da quando cantavo al karaoke del bar. Un album prodotto e diretto da Morris Albert con collaborazioni importanti come Paolo Limiti ecc. Ora sono impegnata nella promozione, una fase lunga e altrettanto impegnativa. Non credevo di dover faticare così tanto a esibirmi proprio con le mie canzoni. Nel mio futuro non so cosa potrà accadere, io sono già contenta così. Ma se proprio devo fare delle previsioni credo che canterò ancora per un bel pezzo.
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